L’attribuzione del cognome materno

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L’ attribuzione del cognome materno in aggiunta a quello paterno è stata per anni oggetto di discussioni e progetti di legge, diventando sempre più pressanti le istanze di una norma in tal senso, anche alla luce dei cambiamenti sociali e delle nuove normative sulla famiglia.

Nei fatti è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale, la n.ro 286 del 2016, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma desunta dall’applicazione sistematica degli articoli 237 (fatti costituivi possesso di stato) – 262, 1°co. (cognome del figlio nato fuori dal matrimonio) – 299, 3°co. (cognome dell’adottato) e di quelle di natura regolamentare attinenti all’ordinamento dello stato civile, nella parte in cui non consentivano ai genitori di attribuire ai figli al momento della nascita anche il cognome materno.

Come dispiegato dalla circolare applicativa del Ministero dell’Interno, la n.ro 1/2017, e secondo la normativa vigente in materia anagrafica dal giorno successivo a quello della pubblicazione della sentenza costituzionale è possibile l’attribuzione del cognome materno dopo quello paterno.

Pertanto:
per i figli nati successivamente alla pronuncia della Corte Costituzionale, la trasmissione del doppio cognome si effettua con dichiarazione resa di comune accordo dai genitori (coniugati o conviventi) all’ufficiale di stato civile al momento della nascita del figlio (o dell’adozione).
Se la nascita avviene all’estero, è comunque possibile l’ attribuzione del cognome materno purché i genitori abbiano cittadinanza esclusivamente italiana.

per i figli nati prima della pronuncia della Corte Costituzionale continua ad essere applicato il DPR 396/2000 che disciplina le modalità di modifica e cambiamento del nome e del cognome.
Per l’ attribuzione del cognome materno  i genitori possono presentare in qualunque momento (sino al raggiungimento della maggiore età del figlio) domanda congiunta (l’istanza può essere presentata anche da uno solo dei genitori se vi è il consenso dell’altro) al Prefetto della provincia di residenza del minore o del luogo in cui si trova l’atto di nascita, motivando le ragioni a fondamento della richiesta.
Il Prefetto, ritenuta l’istanza per l’ attribuzione del cognome materno meritevole di essere considerata (in caso contrario non la autorizza con motivazione scritta e il richiedente può produrre controdeduzioni),  ne autorizza la pubblicazione sull’Albo Pretorio del Comune di residenza e del Comune di nascita del minore per 30 giorni. Decorso il termine senza opposizione, vaglia le motivazioni e quindi emette decreto di accoglimento o di rigetto dell’istanza (impugnabile con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica).