Cos’è e cosa comporta l’abbandono del tetto coniugale

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Chi riguarda
Le coppie per cui sussiste un obbligo legale di convivenza:
coppie sposate (art. 143 c.c.);
uniti civilmente (art. 1, co. 11 L. 76/2016)

In cosa consiste
Per abbandono del tetto coniugale s’intende l’allontanamento non temporaneo, né sporadico, da parte di uno dei coniugi o degli uniti di fatto dalla casa familiare
senza consenso dell’altro
senza giusti motivi
, si considerano tali ad esempio: deposito del ricorso di separazione, violenze fisiche, pressioni psicologiche e/o economiche, infedeltà, litigi frequenti con ricadute sui modelli comportamentali dei figli (Cass. civ. n. 4540/2011).

Quali sono le conseguenze
L’ allontanamento volontario e permanente dalla casa familiare quando non vi è accordo e non è supportato da giusti motivi sotto il profilo civile può comportare:
► per le coppie sposate, in caso di separazione giudiziale la pronuncia di addebito della stessa (art. 151 c.c.): il coniuge ‘abbandonato’ può chiedere al Giudice della separazione di accertare che la rottura del rapporto è dipesa dalla violazione da parte dell’altro di uno dei doveri matrimoniali ovvero la coabitazione e quindi di pronunciarne l’addebito a suo carico.
L’addebito priva il coniuge nei confronti del quale viene pronunciato del diritto al mantenimento e dei diritti successori.
per le coppie sposate o unite civilmente (art. 146 c.c.; 1, co. 19 L. 76/2016) la sospensione del diritto all’assistenza morale e materiale.

Sotto il profilo penale non è prevista una sanzione specifica l’art. 570 c.p. “Violazione degli obblighi di assistenza familiare” sanziona infatti chiunque mediante l’allontanamento dalla casa familiare si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale (316 c.c.) o alla qualità di coniuge – o unito civilmente (143 c.c., art. 1, co. 11 L. 76/2016).
Non incorre nella fattispecie il coniuge – o unito civilmente che si allontani dall’abitazione coniugale per un valido motivo e continui ad assicurare i mezzi di sussistenza ai figli e al coniuge o unito civilmente (Cass. pen. 12310/2012).

Pertanto, allorché si decida di allontanarsi dalla casa familiare, ferma la necessità di valutare ogni situazione nella sua specificità, è opportuno che:
qualora sia fatto in accordo col coniuge o unito di fatto ciò risulti comprovabile anche con una semplice scrittura sottoscritta da entrambi;
se non vi è accordo ma ricorrono giustificati motivi, vi sia una formale e comprovabile comunicazione dell’allontanamento con indicazione degli stessi.